APRIRE UN’ATTIVITA’ ONLINE: QUALI ADEMPIMENTI

Dott. Paolo Martufi

Vediamo le cose da fare per aprire correttamente un’attività online, utilizzando cioè le nuove tecnologie digitali e le potenzialità di internet.

Non parliamo dei primi passi, in cui lo svolgimento e l’impegno possono essere occasionali e quindi potrebbe anche non essere necessario aprire una partita IVA, ma vedremo invece cosa occorre fare quando si decide di svolgere in via continuativa e professionale l’attività scelta.

Distinguiamo le due macro-aree di lavoro autonomo e attività commerciale.

Nel primo caso l’utilità di una vetrina su internet, costituita da un blog o un sito, è quella di ampliare la platea dei nostri potenziali clienti i quali, una volta acquisiti, riceveranno da noi una prestazione di consulenza.
Le caratteristiche della consulenza sono la presenza fisica, diretta, del consulente, sia personalmente che tramite internet o a mezzo di webinar; si rimane comunque sempre nell’ambito di un’attività di lavoro autonomo.

Gli adempimenti necessari per avviare l’attività saranno pertanto l’apertura della partita IVA e l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps per il versamento dei contributi previdenziali; gli iscritti agli albi professionali verseranno i loro contributi alle casse di categoria.

E opportuno verificare la possibilità di aderire al sistema fiscale agevolato “forfetario”, che prevede la tassazione del reddito tramite un’imposta sostitutiva ridotta e la semplificazione di molti adempimenti annuali.

Ricadiamo nell’ambito di attività commerciale quando non ci limitiamo a fornire pareri e consulenze sulla base delle nostre competenze ma vendiamo prodotti, fisici o digitali, svincolati dalla nostra presenza fisica.
Potremmo costruire scatole colorate e venderle su internet; questa è attività commerciale. Oppure potremmo realizzare video-tutorial per insegnare a fare qualcosa, e venderli online; anche questa è attività commerciale.
La vendita e l’esecuzione della prestazione si realizzano a prescindere dalla nostra diretta presenza.

Cosa occorre quindi fare per avviare un’attività commerciale?

Oltre all’apertura della partita IVA è necessario iscriversi presso la Camera di Commercio, alla gestione commercianti dell’Inps, all’Inail se si assumono dipendenti o collaboratori, comunicare l’inizio attività al comune di competenza.

Tutti questi adempimenti possono essere raggruppati in un’unica pratica telematica che si chiama “Comunica” (Comunicazione Unica); per alcuni comuni la pratica a loro indirizzata deve essere svolta, sempre in modalità telematica, tramite gli sportelli Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive).

Anche in questo caso è opportuno valutare la presenza dei requisiti per aderire al sistema “forfetario”; oltre al vantaggio fiscale, nel caso di attività commerciali c’è anche un vantaggio contributivo.
La gestione commercianti Inps prevede infatti, per le attività commerciali, un versamento minimo di contributi annui di circa 3.600 euro, a prescindere dal reddito realizzato; questo è particolarmente pesante in una fase di avvio dell’impresa.
Con l’adesione al sistema “forfetario” è possibile richiedere la riduzione di tali contributi nella misura del 35%; la riduzione è su iniziativa del contribuente, non opera in automatico, è importante quindi farne domanda, utilizzando i servizi online dal sito dell’Inps.

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