COME CORREGGERE IL MODELLO 730

Paolo Martufi

Question markPuò capitare di trovare spese detraibili che non sono state inserite nella dichiarazione modello 730 presentata nei mesi scorsi, oppure di non aver indicato tutti i redditi percepiti, o ancora di aver indicato il sostituto d’imposta in maniera sbagliata.

In tutti questi casi è possibile rimediare presentando un modello 730 integrativo entro il 25 ottobre oppure compilando e inviando il modello Unico entro il prossimo 30 settembre.

Nel caso di 730 integrativo è necessario rivolgersi a un CAF o ad un intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro, ecc.).

Dalle correzioni che occorre fare può emergere un minor debito o un maggior credito rispetto al risultato della dichiarazione già presentata. In questo caso il modello 730 integrativo viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate che a sua volta lo invia al sostituto d’imposta e quest’ultimo dovrà tenerne conto nel primo periodo di paga utile, accreditando le differenze evidenziate.
Nel caso si scelga di presentare per l’integrazione il modello Unico, se emerge un credito questo potrà essere utilizzato a compensazione di futuri pagamenti con il modello F24 (ad esempio anche per pagare le tasse sugli immobili) oppure potrà essere chiesto a rimborso selezionando l’apposita casella nel quadro RX del modello.

Se dalle correzioni emerge un maggior debito oppure un minor credito, non sarà possibile presentare il modello 730 integrativo ma sarà necessario presentare entro il 30 settembre il modello Unico.
Il debito risultante dovrà essere pagato con il modello F24; poichè il versamento si sarebbe dovuto correttamente effettuare entro il 16 giugno scorso, ora è possibile sanare la situazione applicando il “ravvedimento operoso”, si dovranno cioè calcolare nel versamento anche gli interessi e le sanzioni relative al ritardo.
L’interesse da applicare è pari, per il 2016, allo 0,2% su base annua (interesse legale), mentre le sanzioni da calcolare sull’importo dovuto sono del 1,67% se il ritardo è compreso fra 31 e 90 giorni dal 16 giugno 2016, mentre salgono al 3,75% dal 91° giorno di ritardo.

Da questo link è possibile procedere al calcolo del ravvedimento e quindi dell’importo da versare.

 

 

 

 

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