GESTIONE DEL CREDITO VERSO SOCIETA’ FALLITA

Paolo Martufi

Question markIn materia di credito verso una società dichiarata fallita è opportuno distinguere la disciplina IVA da quella per le imposte sui redditi, in quanto presentano differenze importanti.

DISCIPLINA IVA

Ai sensi del’art. 26 del DPR 633/1972 nel caso della mancata riscossione in tutto o in parte di un credito per effetto di procedure concorsuali quali il fallimento, è possibile emettere una nota di credito per ottenere la rettifica dell’IVA anche oltre l’ordinario limite temporale di un anno.

Questa soluzione è giuridicamente perseguibile quando, completata la ripartizione dell’attivo fallimentare,  il creditore è rimasto totalmente o parzialmente insoddisfatto nel recupero del suo credito.

Condizioni necessarie per procedere con il recupero dell’IVA sono:
– sia stata emessa e registrata regolare fattura;
– tutto o parte del credito non sia stato recuperato;
– il creditore abbia partecipato alla procedura fallimentare.

Quando, nel corso della procedura fallimentare, il curatore provvede a piani di riparto parziale non è invece possibile emettere la nota di credito, dovendosi attendere il completamento del riparto finale.

DISCIPLINA IMPOSTE DIRETTE
Nel caso in cui sia dichiarato il fallimento di un soggetto nei confronti del quale si vanta un credito le condizioni per poter procedere alla deducibilità della perdita si considerano esistenti per legge.

Pertanto la perdita su crediti può essere dedotta già dal momento della sentenza che dichiara il fallimento, per un ammontare corrispondente a quello che risulta dal conto economico.

CONCLUSIONI
Una volta avviata la procedura fallimentare,  per poter correttamente individuare l’anno in cui dedurre la perdita su crediti, è necessario rispettare le ordinarie regole di competenza. Ciò significa che:
– la perdita si rileva nell’esercizio corrente al momento della dichiarazione di fallimento in quanto, dal punto di vista civilistico, sono sorte le condizioni per la svalutazione del credito;
– si dovrà comunque attendere il piano di riparto finale per emettere la nota di credito che consente il recupero dell’IVA che verrà contabilizzata come sopravvenienza attiva.

 

 

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