Legge di Bilancio 2018: credito d’imposta per spese di formazione.

Dott. Paolo Martufi

I commi da 46 a 56 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio per il 2018 riguardano il “CREDITO D’IMPOSTA” previsto per le imprese che sostengono spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0

• A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione nell’esercizio 2018 è attribuito un credito d’imposta nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.
• Il credito d’imposta è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascuna impresa beneficiaria.
• Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, Internet delle cose e delle macchine e
integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’allegato A alla legge ( a)Vendita e Marketing – b) Informatica – c) Tecniche e Tecnologie di Produzione).
• Non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.
• Il credito d’imposta:
– deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;
– non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap;
– non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 (deducibilità degli interessi passivi) e 109, c. 5 Tuir (spese deducibili);
– è utilizzabile, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti, esclusivamente in compensazione.
• Al credito d’imposta non si applicano né il limite annuale di 250.000 euro per l’utilizzo dei crediti di imposta (di cui all’art.
1, c. 53 L. 244/2007) né il limite massimo di compensabilità di crediti di imposta e contributi, pari a 700.000 euro (art. 34
L. 388/2000).
• L’incentivo si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno.
• Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta i costi sono certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o
da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Tale certificazione deve essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Il revisore legale dei conti o il professionista responsabile della revisione legale dei conti, nell’assunzione dell’incarico, osserva i princìpi di indipendenza.
• Le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile da parte delle imprese sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000.

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