REGIME DEI MINIMI: RETROMARCIA.

Paolo Martufi

3d small person standing near to an information iconL’introduzione nel 2015 di un nuovo regime fiscale agevolato per i contribuenti minimi aveva destato non pochi malumori e perplessità.

Ad un aumento considerevole dell’aliquota dell’imposta sostitutiva, fissata al 15% a fronte del 5% vigente per i contribuenti minimi del vecchio regime, si accompagnava il ridimensionamento dei limiti di reddito per una vasta platea di contribuenti, in particolare gli autonomi.

Ad aggravare ulteriormente l’onerosità delle nuove disposizioni era intervenuto l’aumento delle aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps di ben tre punti percentuali, arrivando alla ragguardevole misura del 30,72%.

In attesa quindi di un riforma più ampia del sistema fiscale, che vedrà la luce nei prossimi anni, il Governo è tornato sui suoi passi rivedendo la normativa applicabile.

Lo scorso 17 febbraio la legge di conversione del decreto legge “Milleproroghe” ha ottenuto il via libera dalla Camera; occorre ora l’approvazione del Senato entro il prossimo 1° marzo.

Nel testo in corso di approvazione è stata inserita, in deroga alla legge di stabilità del dicembre scorso, la proroga per tutto il 2015 del precedente regime dei minimi. Pertanto, anche chi inizia l’attività quest’anno e ne possiede i requisiti, potrà usufruire dell’aliquota agevolata al 5% e del limite di ricavi a 30.000 euro.

Il vecchio regime coesisterà con il nuovo sistema agevolato forfetario, con aliquota al 15%; occorrerà quindi, in sede di avvio di attività, procedere ad una valutazione di convenienza per individuare quale regime applicare.

Un’altra differenza importante, oltre alle aliquote e al limite dei ricavi, è determinata dalla valutazione dei costi; nel nuovo regime il calcolo è forfetario, sulla base di un coefficiente di redditività stimato secondo la tipologia di attività; nel vecchio regime, ora di nuovo in vigore, il calcolo dei costi è analitico, sulla base cioè di quelli effettivamente sostenuti.

Come detto in precedenza, anche i contributi sono stati mantenuti fermi, per il terzo anno consecutivo, all’aliquota del 27,72%, annullando la misura di aumento stabilito di tre punti percentuali. E’ previsto l’incremento di un punto nel 2016 e di un altro punto nel 2017.

Resta ora da vedere come dovranno coordinarsi le varie norme, in particolare per coloro che hanno avviato l’attività in questi primi due mesi del 2015 adottando l’unico regime agevolato possibile ed emettendo fatture con le annotazioni relative che però ora, appena sarà confermata la possibilità di adottare il vecchio regime dei minimi, sceglieranno di passare a questo.

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