RENT TO BUY: di cosa si tratta?

Paolo Martufi

Check markIl “rent to buy” è una pratica contrattuale, già diffusa nei paesi anglosassoni, ora arrivata anche in Italia con un certo successo, tanto che l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la Circolare n.4/E del 19.2.2015 che ne disciplina tutti gli aspetti civilistici e fiscali.

Lo schema di questo contratto è il seguente:
il proprietario di un immobile lo concede in godimento ad un altro soggetto, con la finalità, a differenza della normale locazione, dell’acquisto dell’immobile stesso da parte del conduttore.

Il conduttore con il pagamento dei canoni acquisisce quindi il diritto di acquistare l’immobile entro un termine che le parti hanno stabilito; è bene precisare che l’acquisto futuro non è un obbligo ma una facoltà.

Il canone concordato fra i contraenti è quindi composto di due parti: una a fronte del godimento del bene immobile, quindi equivalente ad un canone di locazione; la rimanente parte è a fronte del prezzo di acquisto e varrà pertanto come acconto.

Nel caso di acquisto entro i termini convenuti la parte di canone anticipata verrà scalata dal prezzo.

Nel periodo intercorrente fra l’inizio del contratto e il termine per l’esercizio della facoltà di acquisto, paragonabile ad una normale locazione, tutte le tasse legate al possesso dell’immobile sono a carico del proprietario, cioè il concedente. Discorso a parte va ovviamente fatto nel caso di imposte che prevedano anche oneri a carico degli  inquilini, come ad esempio la TASI.

Nel momento in cui l’occupante dell’immobile esercita il diritto all’acquisto, le spese di trascrizione del contratto nei registri immobiliari, così come le spese e le imposte dovute per il trasferimento, sono a carico dell’acquirente.

Nel caso in cui l’immobile non venga acquistato, le parti convengono che una parte del canone corrisposto a fronte del prezzo di acquisto venga trattenuto dal proprietario a titolo di indennizzo per la mancata conclusione del contratto; se questo non è stato convenuto il proprietario trattiene l’intera somma corrisposta.

Nel caso in cui il contratto non si concluda per inadempimento del proprietario, questo è tenuto alla restituzione della parte dei canoni che era stata pagata a fronte del prezzo di acquisto, maggiorata degli interessi al tasso legale.

Questa voce è stata pubblicata in CONTRATTI, IMPOSTE. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.